GIVI Magazine - Novembre 2011

14 THE ITALIAN SIGN OF MOTODESIGN pochi chilometri verso sud e ci ritroviamo letteralmente sull’acqua. Una strada meravigliosa si stende a perdita d’occhio verso Grado: passando sulla laguna attorno a noi acque blu che accolgono aironi e canoisti nel sole del tramonto. Lo stile veneziano di questa città ci lascia sorpresi: città di acque, Grado, lo è da sempre, da quando profughi da Aquileia fuggirono qui incalzati dal re degli Unni, Attila, fondando il primo nucleo. E tutt’oggi le acque sono il fulcro dell’anima gradese, dal punto di vista paesaggistico e da quello turistico fatto di splendide spiagge e di impianti termali che riutilizzano acqua marina e dove si può godere degli straordinari effetti benefici di una sabbia rinomata in tutto il mondo. E poi Lignano, la “piccola Florida d’Italia” secondo Ernest Hemingway. ANCORA A EST FINO AL CONFINE A questo punto del viaggio decidiamo di proseguire verso il capoluogo Trieste e poi di andare al confine dove ci attende Gorizia e la sua gemella: Nova Gorica, in territorio sloveno. Trieste è incastonata nello splendido golfo e custodisce sul colle di San Giusto le memorie dell’antico passato di Tergeste, città romana, e del borgo medievale noto come Cittavecchia. Il suo fascino, riconosciuto da tutti i A lato, un piatto di cjarsons, tipico della Carnia: pasta di patate ripiena simile agli agnolotti o ai ravioli, caratterizzati da un contrasto tra dolce e salato. Una rastrelliera di prosciutti in una cantina di San Daniele. Sotto: una suggestiva immagine del lago Sauris GUSTI E PROFUMI AUTENTICI Dal boreto a la graisana al frico friulano, passando per i cjarsòns carnici. La cucina friulana rappresenta il punto di fusione di tre grandi correnti culinarie mitteleuropee, veneta e slava, mille golosità figlie di un’incredibile varietà di paesaggi, di ambienti e di climi. A metà tra la tradizione asburgica e quella slava sono la cucina triestina e goriziana, mentre a base di erbe, frutta e funghi è quella carnica. Le strade del litorale sono costellate di locali e ristoranti che propongono i piatti più tipici a base di pesce e crostacei appena pescati. E che dire della produzione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia? Terra di grandi vini bianchi con otto zone DOC (Denominazione d’Origine Controllata), due zone DOCG (a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) e una DOC interregionale, 1500 aziende che producono 80 milioni di bottiglie l’anno, con etichette rinomate in tutto il mondo e due gioielli come il Ramandolo e il Picolit, senza dimenticare il Friulano, il vino bandiera del territorio regionale. Piccolo vocabolario culinario I piatti del mare: il boreto a la graisana (zuppa di pesce pregiato servita con polenta bianca), seppie col nero, i sievoli sotto sal (cefali conservati sotto sale per due o tre mesi). I piatti della montagna: cjarsòns (ravioli con ripieno a contrasto tra il dolce e il salato), i savôrs (prelibato battuto di verdure). Da provare anche il sot la trape (particolare formaggio lasciato a maturare nelle vinacce

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