GIVI Magazine - Novembre 2015

N el corso del nostro viaggio abbiamo incontrato colli- ne verdissime e attraversato boschi secolari, persino “scalato” montagne di tutto rispetto: in più di un’oc- casione sembrava di essere nel cuore della Germania e non nel Continente Nero! Questa è un’Africa che non ti aspetti di trovare. Punto focale, le Waterberg Mountains, una vasta area in cui pulsa la “Waterberg Biosphere”, una meravigliosa riserva naturale protet- ta nella parte settentrionale del Sudafrica, con viste strabilianti, una ricchissima flora e fauna e strade che – a loro volta - offrono una grande ricchezza a livello di tipologia: dagli infiniti rettilinei delle zone più aride si passa a stupendi tratti di curve e contro- curve che sembrano non finire mai. L’asfalto è quasi sempre perfetto e permette angoli di piega sorprendenti, anche quando, come nel nostro caso, la moto è equipaggiata con pneumatici votati ad un uso misto strada/fuoristrada. E quando si mettono le ruote sullo sterrato, si incontrano situazioni per tutti i gusti. Dalla terra rossa e compatta delle colline si passa alle pietre delle tagliafuoco di montagna, anche se in assoluto la sfida più difficile da affrontare è la sabbia della savana. Si presenta all’improvviso e ti coglie quasi sempre di sorpresa: il fondo della sterrata polverosa che stai percorrendo inizia a diventare cedevole, fino a quando la ruota anteriore perde direzionalità e l’avantreno inizia a “prendere sotto”. Quando la sabbia raggiunge la profondità di 10 / 15 centimetri rimangono solo due alternative: fermarsi e tor- nare indietro, oppure dare retta a chi ha più esperienza ed accettare la sfida. Con la sabbia è un po’ come quando s’impara a sciare e per controllare gli sci devi spostare tutto il peso in avanti, verso la pen- denza. Un’azione che non risulta affatto naturale e va a scontrarsi con il più elementare senso di autoconservazione. Sui terreni molto morbidi in moto bisogna più o meno fare la stessa cosa, ovvero vin- cere lo spirito di sopravvivenza, che ti dice, anzi ti urla a squarciago- la di rallentare. La cosa giusta da fare, invece, è dare gas: in questo modo l’avantreno si alleggerisce e smette di affondare, mentre la moto acquista direzionalità. Mantenendo il peso bilanciato a centro sella, basta una leggera pressione sulle pedane per cambiare dire- zione, in tutta sicurezza. Non è una cosa che viene naturale, ma dopo pochi chilometri si prende confidenza e da quel momento in poi il leggero sbacchettare della ruota anteriore diventa familiare e non fa più paura. La sensazione è molto simile a quella che si prova planan- do sull’acqua, per intendersi. In queste situazioni gli accessori GIVI che abbiamo montato sulle Yamaha messe a disposizione dell’orga- nizzazione sudafricana subiscono sollecitazioni davvero hard: con- dizione perfetta per testare attacchi e altri componenti. GIVI SOUTHAFRICA TOUR: IL RACCONTO Il GIVI EXPLORER in Sudafrica ha visto la partecipazione di dealers e responsabili di filiale legati al marchio, arrivati da 4 continenti, ed alcuni giornalisti che hanno documentato l’evento per le rispettive testate. La logistica è stata affidata a The Adventure Company (familyad- ventures@mweb.co.za) GIORNO 1) Arrivo all’aeroporto OR TAMBO di Johannesburg e tra- sferimento all’Indaba Hotel dove il gruppo si è preparato per il viag- 2) LE FASI PRELIMINARI. PRIMA DELLA PARTENZA OGNI PARTECIPANTE HA INDOSSATO IL CASCO E L’ABBIGLIAMENTO TECNICO FORNITI DA GIVI PER ACCERTARSI DELLA CORRETTEZZA DELLE TAGLIE. NELL’ALTRA PAGINA, IL PRIMO BRIEFING E LA CONSEGNA DELLE YAMAHA ACCESSORIATE. 10  Givi Adventure

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